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Liscia e il santuario di San Michele Arcangelo con la grotta dall’acqua miracolosa | Viaggiando Facile
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Liscia e il santuario di San Michele Arcangelo con la grotta dall’acqua miracolosa | Viaggiando Facile

Scritto da Michela | 9 marzo, 2010 8:39

Nei pressi del fiume Treste ad un’altezza di 740 metri sorge il comune di Liscia in provincia di Chieti, un tipico borgo medioevale che nel XII secolo entrò a far parte del territorio di Monteodorisio.

Nei dintorni del paese si trova l’eremo di San Michele Arcangelo, il quale  protegge una grotta con una sorgente naturale dove si recano i devoti di San Michele per bere un po’ d’acqua che si ritiene che abbia proprietà miracolose.

La leggenda racconta che un mandriano di Palmoli, portando la sua mandria al fiume per l’abbeverata, notò un torello che scompariva ogni giorno per ritornare solo a sera. Incuriosito decise di seguirlo e scoprì, con grande sorpresa, che l’animale arrivava fino a una grotta nascosta nella vegetazione e lì si inginocchiava in adorazione di San Michele. Preso da devozione anche il pastore si inginocchiò e l’Arcangelo compì il miracolo di far sgorgare l’acqua per dissetarlo.

Una variante al racconto vuole invece che fosse San Michele stesso ad assumere le sembianze del torello e, fatto oggetto di un colpo di fucile, avrebbe prodigiosamente fermato il proiettile.

Due volte l’anno si ripete  l’antico rito di bere l’acqua che sgorga dalla grotta: l’8 maggio e il 29 settembre di ogni anno centinaia di pellegrini dopo aver strofinato fazzoletti e oggetti sacri sulle pareti della grotta in cui apparve San Michele, bevono l’acqua di sorgente, ritenuta  miracolosa per curare diversi mali.

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