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I sentieri del gusto | Viaggiando Facile
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I sentieri del gusto | Viaggiando Facile

Scritto da Michela | 3 agosto, 2011 7:30

Il Parco Nazionale della Val Grande, per salvaguardare e recuperare la memoria di tanti prodotti e tradizioni culinarie a rischio “di estinzione”, organizza dal 7 agosto al 25 novembre la rassegna enogastronomia per la valorizzazione dei prodotti tipici «I sentieri del gusto» giunta quest’anno alla 11° edizione. Nel Vco anche un pranzo o una cena può trasformarsi in un viaggio da un paese all’altro attraverso un itinerario enogastronomico completo. La manifestazione di anno in anno ha acquisito sempre più importanza grazie anche ad una raggiunta consapevolezza da parte di chi, come i ristoratori, ha compreso l’importanza di riallacciare e valorizzare i legami con il territorio. I ristoranti partecipanti quest’anno sono 25 e i pranzi e le cene saranno anche un’occasione per conoscere i produttori e per ascoltare dalla loro voce i racconti affascinanti e pieni di passione che sempre accompagnano le storie di cibo e di tavola là dove ci sono storie di uomini.

Ricette antiche – alcune di secoli – saranno riproposte nei loro perenni aromi e sapori. C’è anche un libretto per seguire ad una ad una e paese per paese tutte le prelibatezze del Verbano Cusio Ossola dalle sponde del lago fino alle frazioni di montagna.

Il Parco Nazionale della Val Grande è una terra ricca di boschi, valli, rocce, fiumi, sentieri e paesaggi unici. E’ una terra accogliente, ricca di risorse culturali e umane, e tante tradizioni enogastronomiche. «Con la piena convinzione e volontà di sviluppare un circuito di valorizzazione di tante bellezze naturali, dei prodotti e piatti tipici localispiega il Presidente del Parco nazionale della Val Grande Pierleonardo Zaccheorinnoviamo la proposta dei “Sentieri del Gusto”. Una serie di incontri conviviali dedicati alla cultura culinaria delle popolazioni delle valli e dei paesi del Parco, alla riscoperta di gusti e sapori dimenticati. Il prodotto per eccellenza scelto per l’edizione 2011 è la carne suina, che un tempo, in occasione delle principali festività, accompagnava i piatti principali della cucina alpigiana, come ben si legge nelle antiche ricette raccolte dal gruppo culturale “Le Donne del Parco”. Proprio “Le Donne del Parco”, come sempre, avranno il compito di curare e tenere alto il livello di ospitalità e qualità e offriranno a tutti i partecipanti un simpatico e utile omaggio». La rassegna gode del patrocinio di: Ministero dell’Ambiente, Provincia del Vco, Federparchi, Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura, Distretto Turistico dei Laghi, Confcommercio, Confartigianato, Federalberghi, Slow Food, Confederazione italiana agricoltori e rientra nel progetto Interreg “Proalpi” Valori e Sapori delle produzioni tradizionali Alpine.

A proposito della carne suina in Ossola

Ogni famiglia ossolana possedeva un tempo almeno un maiale, il quale veniva allevato in una struttura adiacente o addirittura interna alla casa, struttura che doveva essere pulita e lontana da correnti d’aria per garantire salute all’unico maiale a disposizione, fonte di sostentamento per tutta la famiglia.

In estate, il maiale veniva portato in alpeggio con gli altri animali; tornato dall’alpeggio veniva messo all’ingrasso in previsione della macellazione all’inizio dell’inverno, al raggiungimento dei 140-190kg.

Questo garantiva, alla famiglia proprietaria dell’animale, una riserva di carne, e non solo, per un lungo periodo. Come si dice: del maiale non si butta via niente; infatti, per esempio, le diverse parti della testa venivano e vengono tutt’ora utilizzate nella produzione di gelatine, mentre le setole vengono, invece, utilizzate per la produzione di pennelli e spazzole. Grazie a questa antica tradizione nella macellazione e trasformazione della carne del maiale, l’Ossola vanta una serie molto variegata di prodotti legati alla trasformazione di carni suine e non. Tra questi ricordiamo: il prosciutto crudo della Val Vigezzo, la mortadella, il lardo.