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AD LUCEM. Arte Contemporanea per Arvo Pärt |
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AD LUCEM. Arte Contemporanea per Arvo Pärt |

Scritto da Michela | 19 settembre, 2011 8:10

01_arvo-pc3a4rt_bologna_1990_credit-roberto-masotti-288x450-6888495Ad Lucem Arte contemporanea per Arvo Pärt è un progetto articolato, promosso dall’Associazione Culturale La Città. Progetti per l’Arte in collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Verona e ArtVerona, che prevede mostre, conferenze, appuntamenti musicali, quali omaggio al grande compositore estone Arvo Pärt e alla sua arte. Un incontro ideale tra alcuni dei più significativi artisti italiani del Novecento e contemporanei e la musica del Maestro. 

Già in passato, all’interno di due memorabili serate bolognesi insieme a Bill Viola, Arvo Pärt si era confrontato con l’arte contemporanea, ma questa è la prima volta che si costruisce un omaggio specifico alla sua opera musicale attraverso la ricerca artistica.

Un lavoro che prevede una precisa regia, in cui i singoli linguaggi vengono superati nelle loro specificità, per dare vita a una coralità d’insieme, dominata da un voluto equilibrio visivo e armonico. 

La rassegna vedrà il coinvolgimento diretto di Arvo Pärt, oggi settantaseienne.

Programma 

Sabato 1 ottobre, ore 11.30 – Studio La Città, Lungadige Galtarossa 21 

Inaugurazione della mostra Ad Lucem. Arte contemporanea per Arvo Pärt a cura di Angela Madesani.

 Nove artisti accomunati alla musica del grande compositore estone.

Una selezione di opere di Melotti, Morandi, Fontana, Manzoni, Calzolari, Castella, Paolini, Spalletti e Vimercati – nessuna realizzata appositamente – il cui punto di incontro sono stati d’animo, emozioni, atmosfere. Musica, ma soprattutto silenzi.

La curatrice Angela Madesani, parla – mutuando Goethe – di “affinità elettive” tra gli artisti scelti e Arvo Pärt.

 Fino al 19 novembre 2011

 Ad affiancare l’appuntamento, Arvo Pärt, un ritratto di Roberto Masotti.

 Un percorso fotografico interamente dedicato al compositore da parte dell’artista Roberto Masotti, che nel corso degli anni ha intrattenuto con lui un rapporto di amicizia e collaborazione.

In mostra alcuni ritratti che il fotografo ha scattato a Pärt in Estonia e in giro per il mondo, unitamente ad un video inedito dal titolo Ethos, concepito anni fa e rivisto per l’occasione. Fotografie e riprese video realizzate nella casa berlinese di Arvo e Nora Pärt dove hanno abitato per anni e che ora hanno lasciato a malincuore, per tornare in Estonia, in cui si inseriscono sequenze fotografiche realizzate a Laulasmaa, vicino a Tallinn, nell’inverno 2010, le uniche dove compare il compositore. Un lavoro piuttosto astratto sia nella forma che negli intenti, che si sofferma volutamente su ambienti, luci, oggetti, cercando di interpretare il possibile punto di vista degli ormai ex abitanti della casa. Tra percezione e memoria potrebbe essere un sottotitolo.

Fino al 19 novembre 2011

Per l’occasione, il duo Trovesi-Coscia eseguirà il brano inedito Ukuaru Valss di Arvo Pärt .

Gianluigi Trovesi (clarinetto) e Gianni Coscia (fisarmonica)

Sabato 8 ottobre, ore 15.00 – ArtVerona, VeronaFiere, Viale del Lavoro

Una conferenza sull’intenso rapporto tra arte contemporanea e musica, con un focus in particolare su Arvo Pärt, all’interno del programma di appuntamenti FaceToFace, nello Spazio Aletti durante la fiera.

Interverranno: Vincenzo Castella (artista), Angela Madesani (curatrice e storica dell’arte), Robeto Masotti (artista, fotografo), Arvo Pärt (compositore), Enzo Restagno (musicologo e critico musicale), Ettore Spalletti (artista).

Sabato 8 ottobre, ore 20.30 – Chiesa dei SS. Fermo e Rustico, Via S Fermo

Concerto/omaggio ad Arvo Pärt con la partecipazione del coro estone Vox Clamantis e dell’orchestra I Virtuosi Italiani.

In programma, composizioni note e altre meno frequentate, dal vasto repertorio del compositore estone.

Ingresso gratuito su prenotazione, scaricabile online dal link:

http://www.studiolacitta.it/adlucem/invito.php, fino ad esaurimento posti.

Note

Arvo Pärt nasce a Paide (Estonia Centrale) l’11 settembre 1935.

Arvo Pärt è nato a Paide, Estonia, nel 1935. Dopo aver studiato nella classe di composizione di Heino Eller a Tallinn, ha lavorato come ingegnere del suono per la Radio Estone. È emigrato nel 1980 a Vienna con la sua famiglia e, dopo un anno, si è spostato a Berlino, dove da allora è vissuto. Da un paio d’anni si è ristabilito in Estonia.

Come per i più radicali rappresentanti della cosiddetta Avanguardia Sovietica, il lavoro di Pärt ha attraversato un profondo processo evolutivo. Il suo primo periodo creativo è iniziato con composizioni neoclassiche per pianoforte. Poi sono seguiti dieci anni in cui ha fatto uso individuale delle più importanti tecniche compositive delle avanguardie: dodecafonia, composizione con masse di suono, aleatorietà, tecniche a collage. Nekrolog (1960), il primo pezzo dodecafonico scritto in Estonia, e Perpetuum Mobile (1963) procurarono al compositore il primo riconoscimento dell’Occidente. Nei suoi lavori a collage “avanguardia” e “musica antica” si confrontano l’un l’altra, un confronto che raggiunge la più estrema espressione nell’ultimo pezzo a collage Credo (1968). Nello stesso momento tuttavia tutti i dispositivi sin qui usati da Pärt nel comporre hanno perso il loro fascino originale e hanno cominciato a risultare per lui senza significato. La ricerca di una propria voce lo portò a un abbandono del lavoro creativo durato quasi otto anni, durante i quali si dedicò allo studio del Canto Gregoriano, della scuola di Notre Dame e della polifonia vocale classica.

Nel 1976 la musica emerse da questo silenzio con il piccolo pezzo per pianoforte Für Alina. È’ evidente che con questo lavoro Pärt abbia scoperto il proprio cammino. Il nuovo principio compositivo, qui usato per la prima volta, che lui ha chiamato Tintinnabuli ( in latino “piccole campane”), ha definito il suo lavoro fino all’oggi. Il “principio Tintinnabuli” non si sforza di andare verso un incremento di complessità, ma piuttosto verso una riduzione estrema dei materiali sonori e una limitazione all’essenziale. Diversi sono stati i tentativi di etichettare Tintinnabuli come “nuova semplicità”, “musica minimalista”. È chiaro che rimane difficile da analizzare e da classificare questo nuovo fenomeno secondo gli standard musicologici esistenti. Pärt, con le sue composizioni, ha apportato uno slittamento paradigmatico all’interno della musica moderna e il tentativo di analizzare questo slittamento ha generato, in risposta, il processo stesso di scoperta creativa. La nascita di Tintinnabuli ha solide radici nella storia della musica europea. Si potrebbe vedere questo stile come una sintesi di antico e moderno, con la polifonia vocale classica da un lato e la musica seriale dall’altro. Il compositore, lontano dal copiare uno stile o l’altro, ha fatto propria l’essenza di entrambi, combinandola tramite la propria tecnica compositiva che si potrebbe chiamare “nuova austerità”. Ne risulta un mondo sonoro estremamente individuale marcato sia dall’impersonale che dal personale, sia dalla disciplina che dalla soggettività.

Nora Pärt, Saale Kareda

Vox Clamantis, ensemble estone nata nel 1996.

Formata da diversi musicisti – cantanti, compositori, strumentisti e direttori d’orchestra – con l’interesse comune del canto gregoriano, esegue anche musica contemporanea e polifonica antica.

Molti compositori estoni, tra cui Arvo Pärt, Helena Tulve, Tõnis Kaumann e Erkki-Sven Tüür, hanno scritto per questo gruppo, che si è esibito con vari organisti di fama internazionale – come Jean Boyer, Werner Jacob e Jon Laukvik – e ha eseguito concerti assieme al soprano catalano Arianna Savall, il suonatore italiano di nyckelharpa Marco Ambrosini, i pianisti francesi Brigitte Engerer e Jean-Claude Pennetier, l’ottetto di violoncelli Amsterdam, il gruppo di musica antica Hortus Musicus, gli NYYD Ensemble e il coro da camera filarmonico estone.

La continua collaborazione con diversi musicisti ha ispirato la nascita di programmi estemporanei basati sull’improvvisazione. Nella primavera del 2007 viene premiato il nuovo programma “Voci Sacre” con il musicista e cantante tunisino Dhafer Youssef.

I Vox Clamantis hanno inciso per la ECM Records, Mirare e Arion.

“Stella matutina”, cd che unisce canti gregoriani e polifonia antica alle improvvisazioni di chitarra del Weekend Guitar Trio, ha ricevuto critiche internazionali molto positive.

I vari tour hanno portato l’ensemble in Finlandia, Norvegia, Lettonia, Repubblica Ceca, Belgio, Francia, Lussemburgo, Portogallo, Polonia, Germania, Svizzera, Gran Bretagna, Italia, Ungheria, Russia, Grecia, Turchia, Canada, USA e Libano. Stretta la collaborazione con Le Choeur Grégorien de Paris, che ha portato a numerosi concerti in giro per l’Europa, in Marocco e in Giappone.

Cantanti: Mikk Üleoja, Endrik Üksvärav, Erik Salumäe, Mikk Dede, Sakarias Leppik, Taniel Kirikal, Tõnis Kaumann, Kadri Hunt, Meelis Hainoo, Riivo Kallasmaa Jaan-Eik Tulve.

Direttore artistico e d’orchestra: Jaan-Eik Tulve.

Jaan-Eik Tulve è nato a Tallinn, in Estonia.

Dopo aver ottenuto il diploma in direzione di coro al Conservatorio di Tallinn nel 1991, impara a dirigere canti gregoriani al Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse di Parigi (CNSM), dove ottiene il primo premio nel 1993.

Lavora al CNSM come assistente di Louis-Marie Vigne, che ha un’influenza determinante sul suo percorso musicale, insieme a Dom Daniel Saulnier dell’abbazia di Solemes per la formazione gregoriana.

Nel 1992 diventa direttore del coro gregoriano di Parigi con cui si è esibito in molti paesi europei e in Libano; molte delle registrazioni eseguite con il coro hanno avuto grande successo di critica (Diapason d’Or).

Nel 1993 Jaan-Eik Tulve forma l’ensemble Lac et Mel a Parigi, per l’esecuzione di lavori polifonici medievali; nel 1994 costituisce la sezione femminile del coro gregoriano di Parigi; nel 1996 forma l’ensemle Vox Clamantis a Tallinn e ottiene una cattedra in canto gregoriano alla National Music Academy in Estonia.

I Virtuosi Italiani, formazione nata nel 1989, è una delle più attive e qualificate nel panorama artistico internazionale.

I Virtuosi Italiani si sono esibiti per i più importanti teatri ed enti musicali italiani e stranieri, tra i quali il Teatro alla Scala, il Teatro Dal Verme e la Sala Verdi a Milano; il Maggio Musicale Fiorentino; il Teatro La Fenice; l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia; il Teatro Comunale di Modena; il Teatro Regio di Parma, il Teatro Filarmonico di Verona; l’Unione Musicale di Torino; il Teatro alla Pergola di Firenze e la Società Filarmonica di Roma.

La loro attività discografica è ricchissima, con più di 100 cd registrati per le maggiori case discografiche e oltre 400.000 dischi venduti in tutto il mondo.

Nel 2004 hanno conseguito con il loro leader Alberto Martini il prestigioso premio “Choc de la musique” assegnato da Le Monde de la Musique per la superba interpretazione delle opere di F. A. Bonporti.

L’attenzione alla ricerca filologica li ha condotti a esibirsi nel repertorio barocco e classico anche su strumenti originali, adottando le accordature e i temperamenti adeguati.

Nel segno della versatilità che contraddistingue la filosofia del gruppo, significativo è altresì l’interesse da sempre dimostrato per il repertorio di confine, strada che I Virtuosi Italiani hanno seguito al più alto livello, collaborando con artisti del calibro di Chick Corea, Goran Bregovic, Michael Nyman, Ludovico Einaudi, Franco Battiato, Giovanni Allevi, Uri Craine, Paolo Fresu e Cesare Picco. L’impostazione artistica vede come figura cardine quella del Konzertmeister Alberto Martini.