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Fiumi | Viaggiando Facile

Scritto da Michela | 16 settembre, 2011

dsck0062-320x240-533679818 SETTEMBRE. LA STAGIONE DELLA VENDEMMIA I GESSI E LA RISERVA NATURALE DELLA GROTTA DI SANTA NINFA. CAMPAGNE, CANTINE E PAESI FANTASMA NELLA VALLE DEL BELÌCE.

(guide: Eduardo Di Trapani – Calogero Muscarella)

Nella Valle del fiume Belìce, pressappoco laddove il ramo destro e il sinistro del fiume si uniscono, si sviluppa per circa 20 chilometri la dorsale dei “Monti di Gibellina”, costituita da bassi e aspri rilievi di gesso che non raggiungono i 700 mt di altezza (monte Finestrelle, meta della nostra escursione, 662 mslm). La dinamicità, talora drammatica, di questo territorio, è testimoniata, dalle impressionanti vestigia dei vecchi centri abitati, abbandonati dopo il sisma del secolo scorso e ricostruiti altrove (tra questi Salaparuta, Poggioreale e Gibellina, oltre alla gran parte degli altri paesi che hanno subito trasferimenti in massa delle loro popolazioni in nuovi quartieri) ma anche dalle spettacolari forme di erosione che la natura delle rocce ha determinato: a pochi km da Santa Ninfa l’incessante lavorìo dell’acqua e i movimenti tettonici hanno dato luogo ad un’ampia dolina, il Vallone del Biviere, entro cui scorre un corso d’acqua che dopo pochi km scompare, “si ingrotta” nel punto più depresso della grande conca carsica, dove vi è l’inghiottitoio, e ricompare alcune centinaia di metri più a valle (presso la cosiddetta “risorgenza”), dopo aver superato nel sottosuolo la cinta dei rilievi gessosi che contornano la dolina. Poco a monte della “risorgenza” del torrente Biviere si apre l’ingresso della Grotta di Santa Ninfa, costituita da due rami, quello superiore, ormai asciutto, e quello inferiore ancora attivo, percorso dalle acque del Biviere, per un totale di circa 1,5 km di lunghezza.

Il nostro percorso prevede la scoperta della parte “terrestre” della Riserva, che presenta notevoli emergenze naturalistiche e paesaggistiche, come la vegetazione ripariale del torrente, le suggestive forme dei gessi, come i “karren” (solchi di erosione), vaschette e pinnacoli erratici, i cristalli selenitici e i gessi microcristallini. In prossimità del monte Finestrelle vi è poi la necropoli preistorica da cui questo prende il nome per via della trentina di nicchie sepolcrali scavate nelle pareti di gesso.

La campagna circostante, caratterizzata da un paesaggio di vigneti e oliveti, è in fermento per la vendemmia, che in questo periodo raggiunge qui il culmine. La nostra giornata prosegue quindi con la visita di una cantina locale, dove potremo “gustare” l’atmosfera unica e particolare del periodo di raccolta dell’uva, e il prezioso liquido che dal frutto si produce.

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