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150 e OLTRE. Festival della Scienza 2011a Genova dal 21 ottobre al 2 novembre 2011 | Viaggiando Facile
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150 e OLTRE. Festival della Scienza 2011a Genova dal 21 ottobre al 2 novembre 2011 | Viaggiando Facile

Scritto da Michela | 11 ottobre, 2011 8:30

festival-della-scienza-5886900Guarda alle eccellenze che hanno fatto la storia del Paese e al futuro, ai giovani che ci condurranno verso i prossimi 150 anni di ricerca, la nona edizione del Festival della Scienza di Genova che si svolge dal 21 ottobre al 2 novembre 2011. L’evento è ideato e organizzato dall’Associazione Festival della Scienza in partnership con Regione Liguria, CNR-Consiglio Nazionale delle Ricerche, Comune di Genova, Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca  e Compagnia di San Paolo e in collaborazione con Telecom Italia, che ha realizzato la piattaforma multicanale festivalscienzalive.it per consentire anche al pubblico del web di partecipare interattivamente a tutti i contenuti del Festival.  Con il tema 150 e OLTRE si inserisce nel quadro delle principali iniziative per le Celebrazioni per l’Unità d’Italia promosse dal Comitato dei Garanti presieduto dal Professor Giuliano Amato, come la più importante manifestazione ufficiale sul fronte della scienza e della tecnologia nel nostro Paese.

Dopo il grande successo conseguito l’anno scorso con Orizzonti – oltre 200 mila visite in 10 giorni – in questa edizione (che si aprirà il 21 ottobre con la conferenza di William Colglazier Il ruolo della scienza e della tecnologia in un mondo globalizzato)  i 150 anni dall’Unità diventano l’occasione per un evento che si muove continuamente su un doppio binario: la celebrazione del passato e lo sguardo fisso al futuro al quale quelle invenzioni hanno aperto la strada. Anche il Festival fa a suo modo l’unità d’Italia, mobilitando l’intero Paese con il percorso 150 anni di Scienza, il progetto di divulgazione scientifica promosso dal CNR e dall’Associazione Festival della Scienza. Che durante tutto il 2011 ha attraversato cinque città con mostre ed eventi che dopo i successi locali confluiscono a Genova. Da Bari arriva Made in Italy Agroalimentare, Napoli si presenta con Il filo della vita – dall’RNA alle biotecnologie, Bologna arricchisce Spazio alla Chimica con la mostra Questione di… Chimica! – a tu per tu con le meraviglie della chimica quotidiana e Firenze presenta Sotto una nuova… Ottica – Uno sguardo sulle leggi dell’ottica, della percezione e dell’Universo. A completare il viaggio arriva da Pisa Internet Festival – la mostra, che ci conduce alle frontiere di internet.

È la scienza, in un certo senso, a “fare gli italiani”. Perché il genio italiano è nato ancora prima dell’Italia: prima persino di quel fatidico 17 marzo 1861, la data di nascita ufficiale di una nazione che era già in embrione. È nel 1839, infatti che avvenne la prima grande riunione degli scienziati italiani che contribuì a ispirare i movimenti risorgimentali. A fare l’Italia, infatti, non sono state (solo) le coraggiose battaglie di Garibaldi o il pensiero politico di Mazzini. Ma invenzioni, ricerche, lampi di genio. Da Antonio Meucci a Guglielmo Marconi, da Enrico Fermi a Rita Levi Montalcini, fino a Stanislao Cannizzaro, chimico e uomo di governo. O al matematico Vito Volterra, che sarà tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali antifascisti nel 1925. Nomi che hanno traghettato il Paese nella modernità. Proiettandolo nel mondo.

I 150 dell’Unità d’Italia vengono festeggiati insieme ad un altro importante compleanno: quello del Massachusetts Institute of Technology di Boston, che celebra i 150 anni della propria storia. Gli Stati Uniti - con cui l’Italia ha avuto storicamente scambi molto intensi in ogni campo e dove vive una comunità italiana molto vitale – sono infatti il Paese Ospite di questa edizione.

A Genova il Festival della Scienza ospita la seconda sessione del convegno MIT150 Symposia: Brains, Minds and Machines (la prima sessione si è tenuta a Boston nel mese di maggio), con due incontri in collaborazione con IIT, organizzati e presieduti dal neuroscienziato Tomaso Poggio. Il primo  dedicato al ruolo di istituzioni basate sulla cultura come il MIT nella società e nell’economia contemporanee. Il secondo incontro verte invece sul tema della Scienza e ingegneria dell’intelligenza e analizza i sistemi informatici che hanno superato l’uomo. Protagonisti del convegno il provost del MIT Rafael Reif; Susan Whitehead del Whitehead Institute for Biomedical Research; la neuroscienziata Anya Hurlbert; l’ingegnere Amnon Shashua; il giornalista e scrittore Matt Ridley; Roberto Cingolani dell’IIT (Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia); Emilio Bizzi del Department of Brain and Cognitive Sciences del MIT; il docente di Computer Science Alessandro Verri; Nikos Logothetis, Direttore del Dipartimento di Fisiologia dei processi cognitivi del Max Planck Institute for Biological Cybernetics; Kobi Richter, Presidente e Chief Technical Officer di Medinol e Mario Rasetti, Presidente della Fondazione ISI (Institute for Scientific Interchange).

Per valorizzare al meglio il ruolo degli Usa come Paese Ospite, poi, c’è una partnership con la Science Festival Alliance: un network di Festival dedicati alla Scienza e alla tecnologia americana nato sotto l’esperienza del Cambridge Science Festival. Che culmina il 31 ottobre nell’evento speciale Mima la scienza, in  collegamento live dal San Francisco Bay Area Science Festival per festeggiare insieme Halloween.

Con 150 anni di genio italiano, la mostra promossa dall’Istituto Italiano di Cultura a New York, in collaborazione con la Fondazione Rosselli, si intraprende un vero e proprio viaggio alla scoperta dei grandi personaggi che hanno fatto la storia scientifica da Meucci ai giorni nostri. Per celebrare l’Anno Internazionale per la Chimica proclamato dall’Onu, piazza delle Feste ospita Spazio alla Chimica!, uno straordinario contenitore con decine di eventi tutti dedicati a questa disciplina, e con un omaggio a Marie Curie per i centenario dall’assegnazione del Nobel per la Chimica.

Non è però un Festival solo rivolto al passato: lo sguardo si spinge oltre l’orizzonte temporale delle celebrazioni, per mettere in luce le tante persone che stanno lavorando per potenziare l’innovazione e la crescita culturale del nostro Paese, dentro e oltre i confini geografici, grazie ai suoi scienziati presenti ai quattro angoli del globo. Ai giovani talenti italiani che fanno da motore al progresso tecnologico è dedicato L’Italia dov’è, il progetto multidisciplinare e multimediale a cura del SENSeable City Lab del MiT e carlorattiassociati, Codice. Idee per la cultura e in collaborazione con Luca De Biase, con il supporto di Autostrade per l’Italia. Un progresso che, c’è da chiedersi, porta sempre felicità? Al Festival prova a rispondere il presidente dell’ISTAT Enrico Giovannini, che spiega quali sono, dopo la Grande Crisi, i nuovi indicatori per calcolare la ricchezza sociale e individuale. Per poi spingersi fino Polo Sud, alla scoperta del quale è dedicata la mostra Race. Alla conquista del Polo Sud.

A Galileo Galilei, figura chiave della scienza moderna, è ispirato il progetto promosso e realizzato insieme al Comitato Nazionale per le celebrazioni del IV centenario dell’invenzione del cannocchiale di Galileo GalileiMIBAC – Direzione Generale Beni LIbrari e Istituti Culturali dedicato agli studenti delle scuole superiori. Durante la manifestazione, dal 24 al 29 ottobre, 150 ragazzi di tutta Italia selezionati dagli insegnanti sulla base delle proprie eccellenze e dei propri interessi, hanno la possibilità di partecipare ad un percorso di sensibilizzazione e orientamento progettato ad hoc: 30 incontri con personalità appartenenti al mondo della cultura scientifica e non solo, per prendere consapevolezza di sé, per avere una visione concreta della realtà e del mondo, per avere suggestioni utili per immaginare e tracciare le linee di sviluppo del proprio futuro.

Ci si spinge sempre più oltre, fino agli androidi, ai quali sono dedicate le conferenze sui pesci-robot di Maurizio Porfiri e quella sulla “swarm intelligence” di Marco Dorigo. Per passare alla sfida ambientale che ci attende, con Com’è profondo il mare, un viaggio attraverso terremoti, eruzioni e maremoti nel Mediterraneo, o Le foreste della musica, un laboratorio per un itinerario “musicale” degli alberi del mondo.

Mostre, laboratori, spettacoli, conferenze ed eventi speciali tornano a coinvolgere la città in modo capillare: oltre 500 ragazzi e ragazze, selezionati tra più di 1000 candidati, arrivano al Festival come animatori dopo aver affrontato un corso di formazione teorico e pratico e sono insieme al pubblico i veri protagonisti dell’evento, capaci di renderlo un’esperienza straordinaria. Così come la passione e la curiosità che anima coloro che fanno parte dell’Associazione Amici del Festival della Scienza.

Inoltre con TelecomIncontra, promosso da Telecom Italia, grandi nomi ed eccellenze si confrontano su cultura, web e sul futuro della comunicazione. Tra questi, il sociologo Derrick De Kerckhove e l’economista Brian Arthur e l’internet guru Evgeny Morozov.

La comunicazione di un evento internazionale come il Festival della Scienza diventa sempre più 2.0: festivalscienzalive.it, la piattaforma interattiva di divulgazione e condivisione di tutti i contenuti del Festival realizzata in collaborazione con Telecom Italia, già nel 2010 ha rivoluzionato la presenza sul web del Festival, raddoppiando i contatti ed il pubblico diretto e registrando più di 200.000 utenti unici. Tanto che il sito festivalscienza.it, proprio per la sua impostazione all’avanguardia, ha conquistato il Best Website Award: il premio “per la kermesse che ha meglio investito mezzi ed energie nel sito web” istituito dal Festival dei Festivals di Bologna. In questa edizione 2011 festivalscienzalive.it presenta un palinsesto ricco di appuntamenti e nuovi format per rispondere alle esigenze anche del pubblico non specializzato e per aggregare tutte le curiosità provenienti dal mondo della rete. Il Festival, oltre allo streaming, è anche community grazie al canale You Tube e alla sua pagina Facebook, dove consultare il programma, lasciare commenti e condividere immagini. Non poteva mancare, poi, un’applicazione anche per iPhone e iPad: così programma, appuntamenti, video e interviste arrivano direttamente sul telefonino.

In questa edizione speciale il Festival in Liguria, propone un ciclo di incontri per festeggiare alcuni degli scienziati liguri che più si sono distinti negli ultimi 150 anni. Da Sanremo a La Spezia, sette conferenze-spettacolo dedicate a un grande scienziato. A scendere in campo durante questi incontri non sono professori e “volti noti” del mondo della divulgazione e della ricerca, ma alcuni tra i migliori animatori scientifici del nostro Paese, che il Festival della Scienza rende protagonisti.

PERCORSI TEMATICI

Ieri, oggi e domani: 150 anni tra passato e futuro

Centocinquant’anni, tra estro italico, storiche invenzioni e smania di conoscenza: sono tante le mostre, i laboratori e le conferenze che si muovono tra rievocazione delle scoperte del passato e nuovi traguardi tecnologici da raggiungere. Come l’evento 150 anni di Scienza a cura di CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche e Associazione Festival della Scienza, da andare a scoprire in cinque diversi luoghi della città: il punto di arrivo ideale di un viaggio attraverso l’eccellenza della ricerca italiana, percorso a tappe nell’arco di tutto il 2011 nell’ambito di una importante iniziativa che ha visto la partecipazione, in ogni città coinvolta, di numerose istituzioni e soggetti territoriali e che ha registrato un grande successo di pubblico. A Genova dunque si rifà l’Unità d’Italia con la scienza, rappresentandola con cinque grandi mostre interattive in altrettanti luoghi di prestigio della città. Arriva da Bari Made in Italy Agroalimentare, per incontrare la scienza che rispetta e valorizza le tradizioni agroalimentari del nostro Paese. Napoli si presenta con Il filo della vita – dall’RNA alle biotecnologie, per indagare l’estremamente piccolo, i segreti racchiusi nei geni, nel DNA e nella nostra mente. Spetta a Bologna il compito di arricchire Spazio alla Chimica, con la mostra Questione di… Chimica! – a tu per tu con le meraviglie della chimica quotidiana e a Firenze far luce sui progressi nel campo dell’ottica e della visione con la mostra Sotto una nuova… Ottica – Uno sguardo sulle leggi dell’ottica, della percezione e dell’Universo. A completare il viaggio arriva da Pisa Internet Festival – la mostra, che ci conduce alle frontiere di internet, all’insegna della comunicazione 2.0, della multimedialità e dei nuovi modi di comunicare e condividere il sapere.

Quanto c’è di italiano nelle più importanti invenzioni mondiali? Più di quanto non si pensi. E infatti c’è da sorprendersi, con 150 anni di genio italiano: un viaggio nel “made in Italy” scientifico per scoprire quanto abbiamo contribuito allo sviluppo del paese più all’avanguardia del mondo: gli Stati Uniti. 150 anni di genio italiano è la mostra promossa dall’Istituto Italiano di Cultura a New York, in collaborazione con la Fondazione Rosselli, che espone oggetti, biografie e documenti in un percorso tematico e storico, da Meucci ai giorni nostri. Per arrivare alle radici del mito dell’estro italico. Ma senza dimenticare le occasioni mancate di leadership tecnologica. Talenti celebri e                             semi-sconosciuti accompagnano il visitatore in questa riscoperta delle idee che hanno cambiato il mondo: da Antonio Meucci, che nel 1871 descrive l’invenzione del telefono, a Guglielmo Marconi, che nel 1897 brevetta il sistema di telegrafia senza fili, fino a Enrico Fermi, Giacomo Fauser, che sintetizza l’ammoniaca per l’industria, Franco Malerba, uno degli astronauti a bordo dello shuttle Atlantis. O agli studi di Rita Levi Montalcini sul cervello. Ad arricchire l’esposizione, una sezione dedicata ai 150 brevetti italiani creati dall’Unità d’Italia ad oggi, realizzata grazie al progetto editoriale di Vittorio Marchis, prodotto con Codice Edizioni. La mostra inaugurata a Genova, farà tappa a New York per poi proseguire in altri Istituti Italiani di cultura presenti nel mondo.

Dove sono, ci si domanda, i “cervelli italiani”? Dappertutto. Sì, perché gli italiani hanno diffuso la loro cultura e hanno portato le loro idee ai quattro angoli del globo. E allora, il Festival propone L’Italia dov’è, progetto a cura del SENSEable City Lab del MIT con la collaborazione di Luca De Biase e il supporto di Autostrade per l’Italia, che consiste in un ciclo di conferenze e un suggestivo allestimento multimediale che mostra come lo sviluppo scientifico e tecnologico italiano si estenda e produca risultati ben oltre i confini geografici – senza per questo essere assente all’interno della Nazione in quanto tale. Le installazioni, basate e ispirate da fatti e dati concreti, sono corredate da rappresentazioni e visualizzazioni grafiche per offrire un viaggio alla scoperta di cosa vuol dire fare ricerca, in Italia e fuori dall’Italia. Le voci di scienziati, ricercatori e pensatori italiani ci raccontano come si lavora e si vive nei laboratori e istituti dentro e fuori dai confini geografici nazionali.

Proprio alla spinta verso l’oltre, a una storia fatta di personaggi affascinanti e di sviste clamorose come la gara alla conquista del punto più estremo dell’Antartide è dedicata la mostra Race. Alla conquista del Polo Sud, in occasione del centenario della simbolica scoperta di questa terra incontaminata. L’esibizione interattiva dell’ American Museum of Natural History di New York, realizzata da Codice. Idee per la Cultura, Costa Edutainment, Fondazione Cultura, Associazione Festival della Scienza, in collaborazione con l’Università di Genova, Museo dell’Antartide, CNR e National Geographic Italia, a Palazzo Ducale ricostruisce la gara alla scoperta del Polo Sud, con i suoi protagonisti: Roald Amundsen, esploratore e leader della spedizione norvegese, e Robert Falcon Scott, ufficiale della Royal Navy, a capo della “National Antarctic Expedition” britannica.

Sulla scia della mostra Race, è in programma una serie di conferenze che esaminano le più recenti crisi climatiche e ambientali, con il meteorologo Luca Mercalli, il biologo marino George Somero e l’esploratrice norvegese Liv Arnesen. Anil Ananthaswamy, consulente scientifico di New Scientist, ci porta alla scoperta della fisica ai quattro angoli del globo. Maggiore attenzione nei confronti dell’ambiente è invece posta da parte del chimico Jean Marie Tarascon, con le sue batterie a ioni di litio. Spingendo lo sguardo oltre le nuvole, il nostro universo è raccontato dall’astronoma Margherita Hack, dall’astrofisico Gordon Hurford, esperto di satelliti artificiali,dal fisico matematico e grande divulgatore Roger Penrose e dal presidente dell’INAF Giovanni Bignami che ci accompagnano in un viaggio alla scoperta dei segreti dello spazio.

National Geographic Channel (canale 403 di Sky) torna a Genova per il sesto anno consecutivo offrendo al pubblico del Festival due anteprime d’eccezione: I segreti dello spazio con l’introduzione di Giovanni Bignami, che illustra anche il mini format Cosa ci resta da scoprire sulle scoperte che ci attendono nel futuro; e Cosa ti dice il cervello? che vede la partecipazione di Jacopo Annese. Nel suo spazio in Piazza Matteotti, oltre ad una serie di workshop, il canale propone un’esperienza interattiva molto particolare sulla percezione sensoriale. Il rettangolo del logo di National Geographic viene scomposto: osservato da un particolare punto della piazza, tornerà ad assumere la sua forma originale. I visitatori vengono fotografati vicino all’installazione e le immagini caricate in tempo reale sul web.

Uno dei progetti più innovativi in campo energetico presentato da Enel al Festival è Smart Grids, Smart City: si tratta della rappresentazione della rete elettrica del futuro fatta di              elettronica, informatica e comunicazione, raccontata attraverso un’opera d’arte                 contemporanea ideata in occasione del Fuorisalone 2010 nell’ambito dell’evento Think Thank di Interni. L’artista e designer spagnolo Jaime Hayon interpreta la tecnologia                    complessa che si nasconde dietro le Smart Grids, le reti intelligenti che in un futuro non troppo remoto, come internet per le informazioni, permetteranno a tutti di interagire e di scambiarsi l’energia, aumentando l’efficienza e favorendo la diffusione di fonti rinnovabili. Un primo importante tassello per trasformare le nostre città in smart city, promotrici dello sviluppo sostenibile.

Il viaggio verso il futuro va anche all’incontrario, con la mostra Astrofisica 2161: ritorno al futuro: un percorso che parte dal domani per ripercorrere oltre 300 anni di conquiste astrofisiche attraverso un exhibit multimediale che arriva fino all’Unità d’Italia.

Proprio ai 150 anni della nascita del metro nel nostro Paese è dedicata la mostra Unità di misura e misura dell’unità, che, ripercorrendo l’evoluzione degli standard di misura, mostra lo sviluppo e la connessione progressiva della rete dei trasporti ferroviari e il progetto Globo Local per la liberazione dei mappamondi, per ripensare alla propria posizione sul globo terrestre. Alla storia dei modelli matematici, invece (che ci consentono, a partire da un’interpretazione dell’esistente, di descrivere la possibile evoluzione di un determinato sistema) è dedicata la mostra 150 anni di modelli matematici: dalla pseudosfera ai mercati competitivi.

Dal futuro si torna invece al passato con la mostra Il cane a sei zampe realizzata dall’archivio storico Eni, che ripercorre la storia di Eni dal 1952 ad oggi, attraverso le trasformazioni del suo celebre logo. Immagini, documenti originali, “caroselli”, memorabilia, filmati aziendali e vignette prendono per mano il visitatore consentendogli di rivivere alcuni passaggi storici che hanno caratterizzato lo sviluppo dell’economia e della società italiane. Sullo sfondo i quattro cambi di marchio che hanno sempre avuto come elemento distintivo il cane a sei zampe, disegnato nel 1952 dallo sculture Luigi Broggini.

Da Garibaldi ai robot: attraverso incontri e divertenti laboratori, il Festival ripercorre insomma la storia d’Italia guardandola da un nuovo punto di vista. E allora, si gioca anche con le tonalità del tricolore e con la giubba dell’eroe dei due mondi nel laboratorio La camicetta rossa e il pantalon turchin, per rispondere alla domanda: la camicia di Garibaldi sarà rossa anche al buio? E cosa succederebbe se la si illuminasse con luci colorate? Anche le favole possono offrire una nuova visione della storia. E invitare i piccoli lettori a trovare una soluzione scientifica alle varie magie: così, nel laboratorio C’era una volta… si prende spunto dalla raccolta delle Fiabe Italiane curate da Italo Calvino per scoprire il loro contenuto scientifico nascosto.

Anche le nuove tecnologie nascondono contenuti quasi magici, e quale mistero è più affascinante se non quello dell’intelligenza artificiale? Senza scomodare Asimov, i robot catturano il nostro immaginario da sempre. Ebbene, è  proprio a loro che sono dedicate le conferenze sui progressi della tecnologia, affrontati da vari punti di vista: quello di Maurizio Porfiri con il suo prototipo di pesce robot. Di Marco Dorigo, con le sue ricerche sugli sciami robotici intelligenti. L’esperienza di un innesto artificiale auricolare impiantato su Michael Chorost, l’ambizioso progetto Arduino, primo grande esempio di successo nel campo dell’hardware open source, illustrato da uno dei suoi ideatori, Massimo Banzi. Fino al saggista e blogger Evgeny Morozv con le sue idee del tutto controcorrente nei confronti del web. E a proposito di robot, avete mai pensato di farli competere nella lotta giapponese? E’ possibile con il laboratorio Arduino Sumo, per programmare i robot come veri lottatori di Sumo grazie all’hardware Arduino. Provare per credere.

Le nuove tecnologie sono davvero in grado di risolvere misteri e delitti? In La Polizia Scientifica: un secolo sulla scena del crimine, ci si confronta con uno dei casi più controversi della storia d’Italia: il delitto Matteotti. Per provare a risolverlo con le tecnologie oggi a disposizione della Polizia Scientifica. Il risultato sarà diverso?

Questione di Chimica

Il 2011 è l’Anno Internazionale per la Chimica proclamato dall’Onu: una disciplina che in passato aveva un’aura quasi magica, e che oggi è proiettata nel futuro industriale ed economico. Anche perché tutto è chimica: dai farmaci ai fertilizzanti, fino al nostro corpo e alle opere d’arte. E allora, il Festival la celebra con incontri, laboratori come Il libro delle trasformazioni, dove la scienza diventa gioco, racconto e divertimento per i più piccoli e una ricca varietà di eventi tra fascino misterioso del passato e fiducia razionale nel futuro, quindi Spazio alla Chimica!

I festeggiamenti iniziano con gli incontri con Gérard Férey, vincitore della medaglia d’oro del CNRS del 2010, per continuare con John Pendry che espone i suoi studi sui metamateriali ottici e sui polimeri. Grande spazio è dato anche alla fisica, con gli interventi del giovane Stephen Hsu e di Carlo Rovelli, quest’ultimo dedicato a tracciare la storia del pensiero scientifico da Anassimandro alla gravità quantistica. Più sperimentali e applicativi, invece, l’intervento sulle pandemie di Alessandro Vespignani e quello di Fiorenzo Omenetto, che studia i bachi da seta per riproporne le ingegnose soluzioni nei campi più disparati.

Strettamente collegata alle scoperte in campo chimico, la medicina con la biochimica Daniela Corda, l’endocrinologa Annamaria Colao e l’oncologa Francesca Pentimalli, vincitrici del Premio Aidda 2010. La cura delle malattie genetiche è raccontata dell’immunologa Maria Grazia Roncarolo della Fondazione San Raffaele di Milano e dal giovane ricercatore Michelangelo Campanella. Sempre in ambito medico, le celebrazioni del 500esimo anniversario della Facoltà di Medicina di Genova hanno un’anteprima al Festival con la lectio magistralis di Giorgio Cosmacini, fino a toccare le neuroscienze, con Jacopo Annese del Brain Observatory di San Diego e Clifford Saron del centro medico per la Mente e il Cervello dell’Università della California, gli antropologi Dean Falk e Robin Dunbar e il neuropsichiatra Boris Cyrulnik. Al progresso medico è dedicato anche il laboratorio Cellule staminali – tra presente e futuro e Le simmetrie dell’infinitamente piccolo, per capire e costruire insieme modelli di virus. Ma la salute non può non tenere conto delle implicazioni etiche. Proprio a questo proposito, sul tema di scottante attualità della fine della vita è dedicato il dialogo tra il teologo Alfonso Aguilar e il giurista laico Gustavo Zagrebelsky.

Pianeta terra, istruzioni per l’uso

In un Festival che guarda al passato ma si proietta verso le nuove generazioni, la scienza diventa uno strumento per prendersi cura dell’ambiente. Per prevedere e intervenire tempestivamente davanti a terremoti, maremoti, eruzioni vulcaniche. Per essere lungimiranti: perché le risorse del pianeta (acqua, prodotti del sottosuolo, foreste) non sono infinite, e vanno tutelate. A cominciare dalle tecniche di riciclaggio proposte dal laboratorio Il riciclone e quelle di conservazione e riutilizzo della plastica e delle sue proprietà che la rendono sempre più ecocompatibile nel laboratorio Plasticville.

L’Onu ha proclamato il 2011 l’Anno Internazionale delle Foreste. Che vanno protette, se vogliamo continuare a… sentire la musica. Sì, è anche questo un regalo degli alberi. Sul rapporto tra uno Stradivari e le piante è dedicato il laboratorio Le foreste della musica. Ovvero, un “giro musicale” delle foreste del mondo alla scoperta degli alberi che forniscono il legno utilizzato nella costruzione di molti strumenti. Come la foresta di Paneveggio, dove Stradivari in persona sceglieva gli abeti rossi plurisecolari più adatti ai suoi celebri violini. Alle piante secolari è dedicato anche il laboratorio FoRestiAmo, per imparare cosa significhino parole come dendrologia e dendrocronologia, e come siano fondamentali per prevenire frane o alluvioni.

A proposito di risorse naturali, per comprendere meglio gli ecosistemi ci si improvvisa esploratori con la mostra La vita delle isole: guardare il piccolo per capire il grande, mentre con Water – Dal mare di Galilea al nostro rubinetto si scoprono le tecniche israeliane di approvvigionamento, purificazione e riciclo dell’acqua, a dispetto del suo clima e della sua posizione geografica. Sempre dall’acqua e dalla sua osservazione prende le mosse la geofisica applicata al Mediterraneo: e infatti attraverso pannelli, filmati ed exhibit interattivi, la mostra Com’è profondo il mare permette di toccare con mano come si monitorano i processi che avvengono sui fondali del Mare Nostrum. Dai quali scaturiscono terremoti, maremoti, eruzioni vulcaniche.

Matematica-mente

La matematica che non ti aspetti, a volte sbuca fuori dal lavandino. Cambia prospettiva, passa un giorno sulla superficie di un lavandino o una notte nelle profondità di un gabinetto: provare per credere, con la mostra Mathematical Bathroom. Dove ci si trova a dimostrare il Teorema di Pitagora con la lavatrice, piastrellare le pareti con i tasselli di Penrose e perdere ogni certezza. Perché i numeri sono – anche – un gioco, e in questa edizione del Festival c’è da divertirsi. Tra un 30×5. Luna Park della Matematica messo a punto da Matefitness e la calcolatrice “installata” nel nostro cervello del laboratorio The Mathematics of the Mind.

La scienza? Un gioco da ragazzi

La rete? Un gigantesco videogame. Come la scienza, in fondo, che si nasconde nel lancio di un frisbee, tra le note di uno spartito. O sottozero. Così, nella mostra Giocaweb – Imparare con le nuove tecnologie, si può interagire con mondi virtuali e tracciare il proprio profilo relazionale. Esplorare la natura della musica con Il suono e l’armonia nella scienza e nell’arte, fino a scoprire con il laboratorio Bee free! che un innocuo disco di plastica come il frisbee tira in ballo decine di principi della fisica. Che  ad ogni lancio si mescolano leggi di gravità, fluidodinamica, effetto giroscopico, e che il Freddo…. è da sempre un grande amico dell’uomo. Ma il primo postulato resta, da 150 a questa parte, sempre lo stesso. Non possono nascere grandi invenzioni senza un pizzico di senso dell’umorismo.

Gli spettacoli

Tango, circo, musica  e cosmo. Anche quest’anno la scienza genera suggestioni teatrali.

Tra storia, universo e carrozzoni di felliniana memoria.

Tira in ballo la Storia, quella con la “s” maiuscola”, lo spettacolo Sulle spalle dei giganti  di e con Flavio Oreglio, che racconta, attraverso i suoi ricordi di ragazzo, i dubbi di un uomo sulle contraddizioni della nostra società. È così che, in un percorso curioso, divertente, poetico, che legge la Storia al di là delle guerre, eventi distanti nel tempo diventano un j’accuse nei confronti della scuola, del suo (disatteso) ruolo formativo, e di ogni forma di potere.

La scienza come magia, le invenzioni come scoperta fatta per caso sono al centro del sognante Luna Park della scienza, con la regia di Emanuele Conte, e la drammaturgia di Amedeo Romeo, una produzione Teatro della Tosse e Festival della Scienza. Ovvero, la storia di tre strampalati personaggi: Mr Wiz, il più grande mago di tutti i tempi, tiranno del Luna Park. Osvaldo, suo nipote, genio incompreso, ingegnere dilettante, inconsapevole inventore di macchinari prodigiosi. E Concetta, in arte Libbie la libellula, ballerina, equilibrista. Saranno loro, tra macchine teatrali, giochi di ombre e musica, a raccontare un secolo e mezzo di grandi invenzioni.

Equilibrismi e giocolerie animeranno anche Circoscienza, a cura dell’Associazione Sarabanda, che coinvolgerà bambini e adulti in laboratori di Circo e giochi con corde, filo, clave, monocicli e trapezi. Raccontando, in La Trilogia del Nulla, il viaggio di un clown tra le pieghe del tempo.

Come si fa a misurare un’emozione? È questo, in fondo, l’obiettivo di TanGo Touching Music. Che presenta, attraverso una performance artistica, risultati e sfide della ricerca scientifica e tecnologica sui sistemi per l’analisi in tempo reale di espressività, empatia, affrontate dal progetto europeo SIEMPRE (7FP ICT FET 2010-2013) coordinato da Casa Paganini – InfoMus. Per rispondere alla domanda: e se fossero proprio i corpi dei danzatori a comporre il suono del tango? Solo con la forza del loro cercarsi, volersi, la disperazione del perdersi e l’ebbrezza del ritrovarsi?

In principio fu una bolla. Di sapone, perché no. In Bereshit,lo spettacolo della Companyia Pep Bou, realizzato in collaborazione con l’Institut Català de les Indústries Cultural (ICIC), ideato da Pep Bou e Jorge Wagensberg, la domanda “Come è iniziato tutto?” viene posta in un modo del tutto diverso. Ingenuo e un po’ magico. Bereshit (la Genesi) è la prima parola del primo paragrafo del primo libro della Bibbia. Significa “In principio”: e qui, l’origine del Cosmo, è raccontata attraverso uno degli oggetti più belli, simmetrici, effimeri e delicati dell’universo: la bolla.

Per celebrare in musica il rapporto tra l’Italia e gli Stati Uniti, il concerto-spettacolo Traversata Atlantica, con Mike Marshall, tra i più affermati mandolinisti al mondo e maggior  esponente della corrente americana della New Acoustic Music, e il chitarrista  Beppe Gambetta.

Il Festival della Scienza è ideato e organizzato dall’Associazione Festival della Scienza, di cui fanno parte ASI – Agenzia Spaziale Italiana, Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato di Genova, Codice. Idee per la cultura, Comune di Genova, Confindustria Genova, CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche, Costa Edutainment, Distretto di Elettronica e Tecnologie Avanzate di Genova (DixET), Fiera di Genova, INAF – Istituto Nazionale Astrofisica, INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Provincia di Genova,  Regione Liguria, Sviluppo Genova, Università degli Studi di Genova. L’iniziativa si avvale della consulenza di un autorevole Consiglio Scientifico e di un network di ricerca internazionale, nonché di contatti e collaborazioni con numerosi enti, musei e istituti sia italiani sia esteri.

TUTTO IL PROGRAMMA SU WWW.FESTIVALSCIENZA.IT