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Credenze Popolari | Viaggiando Facile
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Credenze Popolari | Viaggiando Facile

Scritto da Michela | 28 febbraio, 2011

Il lago Scaffaiolo e’ il piu’ noto fra i laghi d’alta quota dell’Appennino tosco – emiliano, è  situato a 1754 m. s.l.m. e non avendo sorgenti proprie viene alimentato con l’acqua piovana e con lo scioglimento delle nevi. Le sue dimensioni sono modeste, 5 mila mq. per 200 m di lunghezza, 80 m di larghezza e 2,5 m di profondita’ massima, e, data la sua posizione d’alta quota (sulle sue sponde non ci sono alberi) e’ sempre spazzato da un forte vento. Il suo nome sembra che derivi da scaffa, che nel dialetto locale  significava avvallamento nel terreno.

Nel lago non ci sono neanche dei pesci. Sul lato orientale del lago sorge il Rifugio Duca degli Abruzzi, il piu’ antico rifugio dell’Appennino tosco – emiliano, inaugurato il 30 giugno 1878. Vicino, a nord ovest, invece, è situato in un avvallamento, un piccolo ristagno di acqua, chiamato Lago d’Acqua Marcia.

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Scritto da Michela | 10 marzo, 2010

Il ponte della Maddalena o ponte del diavolo si trova a  pochi km dopo Borgo a Mozzano proveniendo da Lucca. La visione di questo  ponte è davvero spettacolare grazie alla sua particolare struttura “a schiena d’asino” e alle arcate asimmetriche, fanno si che diventi un interessante esempio d’ingegneria medievale.

Il ponte fu fatto costruire su ordine della contessa Matilde di Canossa. Fu poi restaurato da Castruccio Castracani, un famoso Signore di Lucca, all’inizio del Trecento.  Il nome  di Ponte della Maddalena deriva da un’edicola votiva che nel XVI secolo era situata sulla sponda sinistra del fiume. Nei primi anni del XX secolo la struttura del ponte fu modificata per l’apertura di un nuovo arco per consentire il passaggio della linea ferroviaria.

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Scritto da Michela | 9 marzo, 2010

Nei pressi del fiume Treste ad un’altezza di 740 metri sorge il comune di Liscia in provincia di Chieti, un tipico borgo medioevale che nel XII secolo entrò a far parte del territorio di Monteodorisio.

Nei dintorni del paese si trova l’eremo di San Michele Arcangelo, il quale  protegge una grotta con una sorgente naturale dove si recano i devoti di San Michele per bere un po’ d’acqua che si ritiene che abbia proprietà miracolose.

La leggenda racconta che un mandriano di Palmoli, portando la sua mandria al fiume per l’abbeverata, notò un torello che scompariva ogni giorno per ritornare solo a sera. Incuriosito decise di seguirlo e scoprì, con grande sorpresa, che l’animale arrivava fino a una grotta nascosta nella vegetazione e lì si inginocchiava in adorazione di San Michele. Preso da devozione anche il pastore si inginocchiò e l’Arcangelo compì il miracolo di far sgorgare l’acqua per dissetarlo.

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Scritto da Michela | 4 marzo, 2010

In Liguria in provincia di Imperia vicino ad Arma di Taggia troviamo Triora il paese delle Streghe. Infatti Triora e le Streghe hanno un legame indissolubile. Ma quale è il motivo che accompagna storicamente il Borgo fino nei giorni nostri?  Facciamo un salto nel passato…

Nel 1587 una terribile carestia martorio’  Triora e la sua vallata uccidendo il bestiame, rovinando il raccolto e facendo impazzire la popolazione. Per questo motivo  cominciò a serpeggiare nella mente della gente, che una simile situazione non poteva essere altro che opera del demonio e delle streghe che lo aiutavano.

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Scritto da Michela | 27 febbraio, 2010

Un’enorme massa d’acqua che precipita con tre salti lungo i 165 metri delle Marmore, trasformandosi in schiuma bianca e generando un immenso fragore: ecco il suggestivo scenario che la cascata delle Marmore offre a chi ne fa visita.

La cascata è un’opera prodigiosa dell’uomo che ha saputo trasformare una situazione naturale in modo spettacolare. Infatti la cascata nasce dalla necessita’ di bonificare la malsana pianura reatina. L’autore di questo meraviglioso spettacolo è il console romano Manlio Curio Dentato, noto per aver vinto Pirro e i Sanniti. Per ovviare all’inconveniente delle acque ristagnanti del Velino che non trovavano uno sfogo naturale, il   console allora elaboro’ il progetto di scavare un canale di circa 2 km che facesse da emissario di scolo in cui convogliare le acque del Velino in quelle del Nera.

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