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L’ALBERO DELLA VITA L’EVOLUZIONE ATTRAVERSO GLI OCCHI DI CHARLES DARWIN PERCORSO ESPOSITIVO | Viaggiando Facile
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L’ALBERO DELLA VITA L’EVOLUZIONE ATTRAVERSO GLI OCCHI DI CHARLES DARWIN PERCORSO ESPOSITIVO | Viaggiando Facile

“L’albero della vita. L’evoluzione attraverso gli occhi di Charles Darwin” è un progetto espositivo, curato dal filosofo della scienza Telmo Pievani coadiuvato da Chiara Ceci, che trae origine dalla mostra “Darwin 1809-2009”, realizzata con la collaborazione del Museo di Storia Naturale di New York in occasione dei duecento anni dalla nascita del grande naturalista inglese.

La mostra, pensata per essere adatta anche a bambini e ragazzi, attraverso l’utilizzo di modelli, video, tassidermie ed exhibit interattivi intreccia i linguaggi della storia, della filosofia e della scienza per condurre i visitatori di tutte le età sulle orme dell’avventura di Darwin. L’avventura, umana e scientifica, del padre della teoria dell’evoluzione.

Charles Darwin, nato in Inghilterra nel 1809, era un ragazzo curioso e un attento osservatore, animato da una straordinaria passione per la meravigliosa diversità della vita sulla Terra. La sua teoria dell’evoluzione per selezione naturale è alla base della biologia moderna: ci permette di decifrare i nostri geni e di combattere i virus, ma soprattutto di comprendere l’origine dei resti fossili e la ricca biodiversità del nostro pianeta. La sua rivoluzionaria teoria ha modificato profondamente la visione del mondo naturale e dei nostri rapporti con gli altri esseri viventi. 

Nel percorso espositivo allestito nell’appena restaurato Palazzo Attems Petzenstein di Gorizia, il racconto delle scoperte di Darwin si snoda in 10 sale, ognuna delle quali rappresenta una tappa fondamentale della messa a punto della teoria dell’evoluzione.

Sala 1

Il giovane Darwin e la passione per l’osservazione naturalistica

Il percorso espositivo si apre con le testimonianze della grande passione del giovane Darwin per l’osservazione della natura, che si tradusse in una rilevante collezione di coleotteri e farfalle. Hobby scientifico che così Darwin descrisse, in una lettera al cugino William Darwin Fox: “L’interesse che mi trovo ad avere per la scienza è piuttosto assurdo”.

A fianco delle giovanili collezioni entomologiche, le lettere e i carteggi esposti introducono il pubblico alle vicende biografiche che portarono il giovane naturalista inglese a imbarcarsi sul Beagle, il vascello con cui andò in giro per il mondo.

Viaggio che cambiò profondamente il corso della vita del giovane Darwin e – decenni dopo – quello del pensiero scientifico occidentale.

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Sala 2|3|4

L’Amazzonia, la Pampa e le isole Galapagos

Brasile, Argentina, Cile, isole Galapagos. Il viaggio a bordo del Beagle, dal dicembre 1831 all’ottobre 1836, permise a Charles Darwin di esplorare la natura incontaminata e raccogliere esemplari di oltre 1500 specie diverse, centinaia delle quali del tutto sconosciute in Europa. Fu l’avvenimento più importante della sua vita.

Il percorso espositivo ricostruisce le principali tappe di questo viaggio, attraverso le diverse forme di vita osservate da Darwin: iguane, armadilli, pappagalli variopinti, pinguini, tartarughe.

Al largo delle coste occidentali dell’America latina, iniziò a germogliare nella mente del giovane scienziato l’idea di un nesso fondamentale fra le specie viventi. Il confronto con i resti fossili di molte specie estinte, lo indusse a sviluppare le prime ipotesi esplicative sulle relazioni fra specie estinte e specie viventi.

Sala 5|6

Il ritorno in Inghilterra e la scoperta dell’albero della vita

Sbarcato dal Beagle, Darwin si stabilì a Londra, dove passò alcuni anni di intensa e febbrile attività di ricerca, iniziando così un secondo viaggio: una grande idea stava prendendo forma nella sua mente. I taccuini giovanili, di cui la mostra offre testimonianza, sono la cronaca privata di uno straordinario processo di scoperta scientifica, registrato in presa diretta di giorno in giorno. Risale al 1837 lo schizzo, sul Taccuino B, dell’albero della vita in cui Darwin ritrae le forme di vita più antiche alla base e i discendenti ramificati lungo il tronco. Darwin comprese l’esistenza di una relazione evolutiva tra tutti gli esseri viventi.

Al soggiorno londinese seguì il trasferimento con la famiglia in un villaggio fuori città: la nuova casa, “Down House”, divenne il rifugio, il laboratorio di ricerca e il cuore della sua attività scientifica. Lavorando nello studio, nella serra e in giardino, in contatto epistolare con scienziati di tutto il mondo, il naturalista riuscì pazientemente a completare la teoria dell’evoluzione per selezione naturale. 

In mostra, accanto alle riproduzioni dei suoi celebri erbari e alla ricostruzione della serra in cui sviluppò i suoi studi di botanica, si può ammirare la fedele ricostruzione del suo studio privato.

Sala 7

Omologie: le prove della teoria darwiniana

Un secolo e mezzo fa, Charles Darwin diede al mondo un’unica, semplice spiegazione scientifica per la diversità della vita sulla Terra: l’evoluzione per selezione naturale. E anche se non conosceva i meccanismi genetici della variazione e dell’ereditarietà, la sua spiegazione si è rivelata corretta. Esseri umani, gorilla,        >>>

balene, pipistrelli, talpe, giraffe, orsi polari, albatros e canguri sono animali molti diversi tra loro che usano gli arti in modo differente in base alle necessità ambientali, eppure, sotto la pelle, le ossa degli arti di questi animali sono sorprendentemente simili. Queste somiglianze strutturali, chiamate omologie, sono il risultato della loro discendenza da un antenato comune: un animale vissuto oltre 365 milioni di anni fa.

In questa sezione della mostra i visitatori possono confrontarsi con le evidenze della correttezza della teoria darwiniana e possono verificare con i propri occhi le somiglianze tra gli esseri  umani e il resto del mondo animale.

Sala 8

L’evoluzione davanti ai nostri occhi: i virus

L’evoluzione non ha una velocità uniforme. A volte nuove specie nascono in pochi anni o persino giorni. Altre volte, le specie rimangono stabili per lunghi periodi.

Diversamente dalla maggior parte dei grandi organismi, i virus  si riproducono molto in fretta e possono acquisire adattamenti vantaggiosi in tempi incomparabilmente rapidi: per esempio il virus dell’influenza può evolvere molto rapidamente.

I virus rappresentano dunque un chiaro esempio di evoluzione per selezione naturale oggi in azione, verificabile sperimentalmente e le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Il percorso espositivo permette ai visitatori di “toccare con mano” quanto l’idea di Darwin sia attuale e la sua applicazione fondamentale per lo sviluppo delle ricerche biologiche contemporanee.

Sala 9

L’evoluzione umana: faccia a faccia con Lucy

Quando Charles Darwin pubblicò L’origine delle specie, nel 1859, non si sapeva praticamente nulla sulla storia fossile dell’uomo, eppure comprese che l’umanità appartiene a una sola specie molto unita e suppose correttamente che la sua origine fosse avvenuta nel continente africano.

All’interno del percorso espositivo una sala è interamente dedicata all’evoluzione umana, tema sul quale il contributo di Darwin fu essenziale per iniziare a sgombrare il campo dall’idea dell’esistenza di razze diverse all’interno del genere umano e di una presunta superiorità razziale di una popolazione su un’altra.

I visitatori possono ammirare gli incredibili resti della nostra antenata più famosa, l’ominide “Lucy“, e scoprire attraverso exhibit interattivi il percorso evolutivo che ha decretato la supremazia dell’Homo sapiens.

Sala 10

Infinite forme bellissime

L’esposizione si chiude con una suggestiva sezione dedicata alle orchidee, fiori che incantarono Darwin e che fanno parte di una grande e antica famiglia.

Le oltre 20.000 specie selvatiche attuali, infatti, ognuna sorprendentemente adattata al proprio habitat e al proprio impollinatore, devono la loro strabiliante diversità di forme alle coevoluzioni con gli impollinatori e agli               >>>

ingegnosi espedienti attraverso i quali hanno saputo riutilizzare parti che si erano evolute per altre ragioni. Le orchidee incarnano dunque la ricchezza e la creatività della vita. Ed è proprio questa ricchezza e questa creatività che il lavoro di Darwin ci permette di comprendere.